Dicono di me – le recensioni –

VERUSKA VERTUANI, TRACCE DI PAROLE, Pagg. 44, in proprio, senza data (entro 2011)
Tracce di parole è raccolta di 39 poesie di Veruska Vertuani, stampata in proprio con riproduzione fotografica in copertina del battigia con colori del tramonto, su cui è tracciato un cuore con la scritta all’interno “Ti amo”. Fin dalla copertina si ha l’impressione di un sentimentalismo d’altri tempi, genuino, del primo amore. Non disponiamo di notizie biografiche, tuttavia questa apertura ci basta per immaginare un’autrice giovane, sognante e innamorata.
Fra i primi versi di apertura leggiamo: “La Danza/ è la prua e la poppa della mia barca,/ il sesto senso burattinaio/ che governa gli altri cinque/ riconosciuti dalla scienza.” (pag. 5). Quanti in riva al mare abbiamo costruito castelli di sabbia e immaginato storie di principi e di principesse, di amore conquistato, mentre la risacca ci culla secondando una ninna nanna o più semplicemente un canto che sublima. Si naviga o si vola con la fantasia superando tempo e spazio, viaggiando con tutte le membra diventate leggere, a fior di ali con le parole sussurrate (voce più volte ricorrente).
Poesie di parole tracciate, come dice il titolo, cariche di immagini e di colori che fanno sognare. Versi di ammirevole costruzione, liberi da canoni metrici, che sembrano seguire i palpiti di un cuore innamorato, che ora prende la rincorsa, ora s’acquieta, paga di un bacio sfiorato o di una parola sussurrata. Nell’insieme la voce si adagia sull’onda placida navigando per i lidi della immaginazione, senza confini, eppure con un pennino intinto di umanità. La voce poetica usa un tu conversevole, caldo, accogliente; sempre entro i limiti del pudore.
La suggestione mi suggerisce la sensazione che ogni granellino di sabbia si rende complice di una passione coinvolgente e sentimentale; la pelle dei due innamorati diventa osmosi di emozioni e di passione piena e appagante. Ma non si creda che la Poetessa abbia relegato i suoi pensieri totalmente dalla vita reale, dal quotidiano, dagli intimi desideri, dalle rinunce, dagli incontri e dagli addii. Sono rintracciabili rimpianti di un incontro rimasto lontano, nel tempo, eppure sempre caro, cercando un segno della persona amata nel calco di una impronta, il suo profumo nella salsedine respirata, perfino una canzone di Vasco suggerisce “sto pensando a te”, al sommo dei pensieri. Vivere una fiaba, desiderosa dei suoi baci, lo sente su di sé, innamorati, l’uno dentro l’altra: “Siamo pelvi contro pelvi/ l’alito della musica desiste dal/ passarci in mezzo.” (38).
Veruska Vertuani ha padronanza di linguaggio che usa come piuma delicata, che solletica sensazioni mai sopite, ora così come quando ricorda: “Ogni granello/ che ti accarezzo sulla pelle/ è un errore/ che si intromette tra i tuoi colori/ e quelli del mare.” (25); ora in una sorta di gioco dolce e amaro “Bendarti lo sguardo/ con fili di pentagramma/ è come un laccio emostatico/ che imprigiona il dolore.” (33); invero la Poetessa ha sempre parole che sono musica e carezza.
Eppure siamo come le foglie dell’albero, corpi precari, anime caduche. Una foglia caduta su una panchina è il riverbero di un incontro amoroso; un arcobaleno è il ricordo di un bacio primaverile; ogni luogo rinnova dolci ricordi. Un instancabile viaggio circolare nei suoi ricordi: il suo amore inizia dove comincia e non finisce mai. In proposito colgo l’occasione per soffermarmi su quello che a volte si vuole definire poesia al femminile. Non vorrei dire banalità; personalmente ritengo che la poesia, pur essendo plurivoca, “è” quanto basta per definirsi tale. Le parole che la Nostra esprime, prescindono dalla connotazione di genere o di sesso, per giunta possono stare bene in bocca a chiunque, prescindendo dall’età; come un bagno benefico.
“Veruska Vertuani nei suoi versi costruiti con mirabile armonia compositiva impasta varie voci, ritmi e immagini laddove tutte le differenze convergono a delineare un disegno d’insieme mobilissimo e compatto. Le poesie, venate di naturalismo, appaiono come coperte da un velo onirico, da una percezione sempre lievitata dall’interno che trasfigura gli elementi lirici nel tiepido sopore dei sentimenti dove l’Autrice ritrova il ritratto vivido e memorabile della sua delicata e profonda umanità.”*
Tito Cauchi

*Motivazione ottenuta al Premio Nazionale 2011, Poesia Edita Leandro Polverini – Anzio, all’assegnazione del 3° posto nella sezione poesia naturalista.

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“La poesia è qualcosa, o qualcuno, che dentro di noi vuole disperatamente essere”: con questa citazione della grande poetessa russa Marina Cvetaeva voglio iniziare il mio percorso nella poetica di Veruska Vertuani.
Veruska vuole disperatamente essere protagonista assoluta nell’esprimere concetti dall’imbattibile deontologia, dall’etico – sociale all’amore. Ci si perde estasiati nella lettura, aggrappati alle dissonanze che diventano pane per il cervello e l’anima.

Il gioco di parole, come l’autrice stessa racconta, è il fulcro dal quale nasce ogni sua lirica ed è Maestra di tale arte, come qualsiasi artista degno di questo nome fa nascere opere di straordinaria bellezza. Addentrandomi nella raccolta non posso fare a meno di anticipare il lontano ma vicino accostarsi della poetica di Veruska Vertuani all’ermetismo dei grandi del ‘900, sebbene sono convinta che ogni epoca faccia di un poeta un ‘essere’ a sé stante.

Scava dal suo interno Veruska e fa partecipi i lettori del suo continuo scoprirsi, tra versi dissonanti e metafore abbracciati alla sua indole ribelle, ma romantica.
Acquisisce il simbolismo, quel tanto che basta per scrivere poesia vera, energicamente vera. Rammenta verità e il sottolinearlo è solo ulteriore scoperta della bellezza evocativa dei suoi versi.

Patrizia Portoghese – dalla prefazione di “Frammenti di Crisalide” Edizioni LunaNera

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C’era una volta La casa intorno al vaso abitata da un folletto…
Potrebbe essere l’incipit di una favola e invece è l’immagine che mi salta alla mente se penso a Veruska Vertuani, la straordinaria Autrice della silloge Frammenti di Crisalide.
Sì, perché Veruska è un folletto e possiede il dono magico della Poesia, ma non pensiamo a poesie vezzose e manierate, anzi; si tratta di versi mai scontati che penetrano come stilettate nette e inattese
La poesia di Veruska Vertuani non è mai ordinaria o palese, esce da tutte le convenzioni stilistiche e retoriche.
Veruska è persona umanamente ricca e dotata, capace inoltre di una grande ironia e autoironia – qualità non facili da riscontrare in giro -, e navigando nel suo sguardo vivace e intelligentissimo è facile rendersene conto.

Roberta Borgianni – dalla postfazione di “Frammenti di Crisalide”