Film

Il cielo profuma
di tramontana
i capelli sono una bianca tenda
che ci ripara dal sole.
La mia tempia carezza la tua,
viaggiamo
con un solo bagaglio
per binari di legno malleati
dal tempo.
Figli e nipoti
disegnati dal gioco
di dita
che facciamo da quel giorno
diventato “sempre”.
Sei l’unico film
che mi fa commuovere
se mi ci specchio dentro.
L’unico per cui valga la pena
macchiare di lacrime
il dorso della mano
fin quando gli anni
non sbocceranno in lentiggini.

La canzone che ancora non c’è

Stringerti le dita,
disegnarne l’andatura
su uno specchio di latte.
-Il Pentagramma-.
Baciarti gli occhi,
rubarne il contorno
e soffiarlo sulle nuvole.
-Le chiavi di violino-.
Abbracciarti i pensieri,
assecondare il
terremoto dei tuoi respiri.
-Battere e levare-.
Sei come l’ultima canzone da inventare.

Tra le ciglia

Può starci una

vita intera

tra le ciglia,

anche di più

se mi regali il tuo viaggio.

Sono come le nuvole,

rovesciano rabbia

fin nel cratere del petto,

si aprono sull’arcobaleno dell’iride

quando mi rendi felice.

Se mi abbracci

sono tasti di pianoforte

sfiorati dalla melodia

delle tue promesse.

Sono lampi

cangianti,

scagliati da sguardi dipinti di odio;

tela di ragno

se sono tua prigioniera.

Sono le insenature

del porto sicuro

ove alberga

il buono di noi.